Dopo una serie di match principali che per un motivo nell'altro finiscono fra le polemiche, e pensiamo a Mares-Agbeko, Mayweather-Ortiz e Hopkins-Dawson, si spera che il match fra Nonito Donaire e Omar Andres Narvaez in programma al Madison Square Garden abbia un risultato pulito e onesto. In palio ci sono i titoli di sigla WBC e WBO dei pesi gallo ma come al solito ciò che conta è soprattutto l'accoppiamento che è indubbiamente interessante pur avendo un netto favorito nel filippino. Donaire (26-1, 18 K.O.) è uno dei pugili più in voga del momento. Mancino 28enne, filippino ma ora residente a San Leandro in California, Donaire arrivò alla norietà internazionale battendo Vic Darchinyan per il titolo IBF dei mosca, dominando sorprendentemente l'imbattuto armeno e disfandosene con un devastante gancio sinistro al 5° round. E' seguito un periodo insieme di conferma e di stallo fra i pesi mosca e supermosca dovuto a problemi di organizzazione sportivo-famigliare ma arrivato nei gallo è sembrato devastante nelle vittorie su Volodymyr Sydorenko e soprattutto su Fernando Montiel. Velocità, grande potenza, fiducia in se stesso, condizione atletica eccellente, Donaire sembra al top della forma.
Troverà in Narvaez un altro mancino per di più imbattuto. Ma ci sono altri dati statistici interessanti: l'argentino ha 8 anni di più, cioè 36, è alto 1,60 , cioè 10 centimetri meno dell'avversario e ha un allungo inferiore. Tutto all'apparenza gioca contro di lui. Ottimo dilettante con un argento e un bronzo conquistati ai campionati del mondo AIBA, Narvaez è stato il primo dei pugili che hanno partecipato alle Olimpiadi di Sydney a conquistare un titolo di sigla nel 2002 battendo Adonis Rivas per il titolo WBO dei pesi mosca. Costretto dalla crisi economica dell'Argentina a girovagare per il mondo rischiando il suo titolo lo abbiamo ospitato due volte in Italia dove ha vinto e pareggiato con Andrea Sarritzu. Ha difeso questo titolo per la bellezza di 16 volte gradualmente ritornando a battersi in casa. Nel 2010 è passato fra i supermosca e ha conquistato il titolo WBO contro Evert Briceno difendendolo 3 volte. Non ha mai combattuto negli Stati Uniti dove è stato sempre un po' snobbato e accusato di scegliersi sfidanti di comodo e non i migliori della categoria dei mosca, cosa vera ma solo in parte. Narvaez è un ottimo tecnico con una ottima difesa, non è dotato di pugno fulminante e le sue vittorie prima del limite sono arrivate con un assiduo e costante lavoro volto a stroncare con il ritmo e la somma dei colpi le resistenze avversarie.
Purtroppo per lui questo match sembra arrivare troppo tardi e in una categoria dove a nostro giudizio Donaire si trova meglio di lui. Certo sul ring può accadere di tutto e Narvaez non è un pugile qualunque ma se Donaire sarà quello visto contro Montiel per l'argentino le possibilità di vittoria sono ridottissime mentre alta è la percentuale anche di una possibile soluzione prima del limite per il suo avversario.
Vittorio Parisi su boxeringweb.net
Nel sottoclou combatterà il rampante californiano Miguel Angel Garcia (26-0, 22 K.O.), 23 anni, peso piuma, uno dei giovani più promettenti in circolazione negli USA. Garcia ha molto di ciò che serve a farsi un bel numero di tifosi: è aggressivo, ha la mano molto pesante e la tendenza a dare spettacolo. Per il titolo Nordamericano lo sfiderà il 29enne messicano Juan Carlos Martinez ( a noi a scuola insegnavano che il Messico fosse nell'America Centrale ma si sa che la boxe ridisegna le geografie a suo uso e consumo) Martinez (19-12-1, 7 K.O.) si è guadagnato questo match grazie a una sorprendente vittoria sul filippino Bernabè Concepcion, ma francamente le sue speranze di vittoria contro Garcia sono assai scarse.
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