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giu 8 2011

Chavez è campione Wbc. Supera di poco Zbik

Category: Boxe InternazionaleFlavio Dell'Amore @ 01:48

A volte la conquista della prima corona planetaria della propria carriera non può essere considerato un passo in avanti.

E’ questo il caso del successo che ha arriso questa notte a Julio Cesar Chavez Jr (43-0-1) al cospetto del campione WBC dei medi Sebastian “Zbiker” Zbik (30-1).

Nonostante la posta in palio sia prestigiosa e lo ponga finalmente su un trono, per quanto questo possa contare nell’inflazionato scenario di sigle attuale, il figlio d’arte del leggendario “campeon” con la sua prestazione ha dato eloquenti risposte sul suo valore allo stato dei fatti.

I cartellini di John Keane (116-112) e di Raul Caiz Jr (115-113) ne hanno premiato le fatiche, mentre quello di Steve Morrow ha optato per un salomonico 114-114, facendo comunque scaturire la decisione a maggioranza che gli è valsa lo scettro.

Quello che è risultato chiaro dalla performance, però, è che gli orizzonti del venticinquenne di Culiacan sono molto ristretti, perché non pare avere particolare intelligenza tattica, è dotato di una boxe assai monocorde, non pare particolarmente potente ed è in possesso di una difesa troppo permeabile.

Anche senza scomodare inutili paragoni con il celeberrimo padre, JC non pare avere i numeri per rimanere al vertice e forse nemmeno ha troppi margini di miglioramento.

Il match è stato spettacolare, combattuto ad un ritmo insostenibile e forsennato e sicuramente è piaciuto molto ai 12000 spettatori dello Staples Center di Los Angeles, ovviamente quasi tutti pro Chavez Jr.

Sul verdetto se ne sentiranno probabilmente di tutti i colori, nel senso che una sfida così tirata e soprattutto fatta di riprese quasi tutte equilibrate e difficili da valutare può essere vista sotto vari profili e, a seconda del metro di giudizio al quale ci si attiene, assegnata all’uno o all’altro dei contendenti, anche con un divario chiaro nei punteggi.

La WBC, poi, è ostile ad assegnare riprese pari e quindi tutto ciò si accentua.

Non si tratta di una facile scappatoia per esimersi dall’esprimere un parere, ma in quest’occasione più che in altre il responso è soggettivo.

Zbik è stato fuor d’ogni dubbio più preciso e nella maggior parte delle fasi più continuo.

A ciò ha fatto da contraltare una superiore concretezza e platealità dei colpi di Chavez Jr, che, pur non avendo il fendente risolutore, ha fatto pesare un impatto fisico visibilmente a suo vantaggio.

Se qualcuno ha accusato qualche colpo, quello non è stato il messicano.

I due contendenti si sono fronteggiati quasi sempre a centro ring, con il tedesco che, a sorpresa, ha scelto come tattica quella di reggere il gioco del picchiatore centroamericano, battagliando dalla corta distanza.

In effetti, le sue leve più contenute e rapide hanno avuto la meglio spesso, in particolare nelle prime tornate, quando ancora non aveva fatto capolino quel suo calo fisico che tanto spesso gli abbiamo visto accusare.

In patria di solito si prodiga in trattenute che lasciano inermi gli avversari ed impassibili gli arbitri, ma Zbik era consapevole che questo non gli sarebbe stato concesso in America e si è limitato ad aiutarsi con qualche spinta, diverse gomitate e crescenti ostruzionismi abbassando il rivale.

Chavez Jr ha seguito un copione ben collaudato, bombardando al bersaglio grosso, non infrequentemente anche sotto, per poi terminare le azioni con i colpi al capo.

L’avvio è stato favorevole all’ospite, che ha sfoggiato il suo veloce e scattante jab a ripetizione, scuotendo più e più volte il capo del rigido challenger.

Il messicano ha cercato sin da subito la strada del corpo, ma è apparso troppo timido, attendendo gli spazi più che crearli con le sue iniziative.

Il canovaccio dell’incontro è stato lo stesso anche durante la seconda e la terza ripresa. Il 4° assalto ha visto il ventinovenne di Schwerin completamente padrone della situazione, in grado di tenere lontano lo sfidante, privo di particolari idee.

Più vivi i tre minuti a seguire, con i protagonisti impegnati a scambiare a centro quadrato, frangenti nei quali anche Chavez Jr ha detto la sua e sul finire di tornata ha fatto avvertire il peso del suo destro.

Il confronto ha cambiato parzialmente faccia con la stanchezza che si è affacciata sulla prestazione di Zbik, complice anche il gran lavoro al bersaglio grosso di Jr che ha cominciato a dare i suoi frutti.

Pregevole e degno di nota il montante sinistro doppiato dal gancio destro esploso dal picchiatore messicano che ha fatto per un attimo perdere la linea al detentore.

Consapevole della brutta piega presa dalla nottata, il teutonico ha cercato nell’8° tempi di lavorare con rapidità a due mani, senza mai retrocedere, cercando in tal modo di farsi preferire dai giudici

Dalla corta distanza la faccenda si è rivolta a vantaggio di Chavez Jr, pur rimanendo il campione sempre in partita e reattivo sino alla fine.

I round a seguire sono stati tutti relativamente simili, con ognuno a far valere le proprie migliori armi.

Lo sfidante si è concentrato sull’impatto dei fendenti, mentre il padrone WBC ha puntato su rapidità e precisione.

Alla fine due giudici hanno preferito Chavez Jr, autore comunque di un nitido ritorno, più frutto di una defaillance altrui che non di un cambio di rotta sua, complice ovviamente l’assiduo lavoro al corpo, che sempre paga.

Le statistiche finali parlano di 256 colpi a segno su un totale di 796 scagliati dal trionfatore, pari al 32%, contro i 391 su 834 (47%) da parte dello sconfitto.

“Il titolo l’abbiamo vinto alla corta distanza con il lavoro al corpo”, ha dichiarato nell’immediato dopo match Chavez Jr, “Sapevo che non sarebbe stato in grado di reggere nelle ultime riprese. Sapevo che sarebbe stato cruciale vincere l’ultimo round. Zbik è un buon pugile ma ho combattuto al massimo per vincere per il Messico”.

Nessuna polemica ha animato le parole dello sconfitto che ha detto: “Ho vinto i primi cinque o sei round. Pensavo di essere avanti. Ma mi ha preso con quei colpi al corpo ed ho cominciato a stancarmi. Il mio angolo mi ha detto che dovevo vincere l’ultimo round e credo di averlo fatto. Penso che i giudici abbiano dato a Chavez le riprese equilibrate”.

Nella conferenza stampa successiva, Bob Arum che guida la carriera del neo-campione WBC dei medi ha detto che l’opzione più probabile per il futuro è quella di affrontare il portoricano Miguel Angel Cotto, attualmente detentore WBA dei superwelter e suo compagno di scuderia alla Top Rank.
L’altra strada percorribile chiamata in causa da Arum porta il nome di Antonio Margarito, ma questo potrebbe avvenire soltanto dopo un collaudo da parte del “Tijuana Tornado”, fermo dopo l’operazione per il distacco alla retina.

A chi chiedeva invece le possibilità di un eventuale match con Sergio Gabriel Martinez, già padrone del medesimo titolo ed attuale “Champion Emeritus”, il promoter ha spiegato che l’argentino non ha mai combattuto in pay-per-view e quindi non è un nome vendibile al momento.

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