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dic 30 2010

Bruno Frattini la leggenda di un pugile che fece epoca

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 01:22

Vestiva di  una grisaglia grigia leggera  e portava  una sciarpa bianca al collo. Non scelse a caso quel bar. Davanti  al locale,  a poche centinaia di metri dalla marina di Riccione, era passato più volte, sbirciando dentro con sguardi più o meno furtivi. Improvvisamnte si fermò e  decise di entrare  . Aprì   piano, ma con fare deciso,  la porta  di  noce scuro  e vetro colorato  del   “caffè”di Giovanni Cenni e si ritrovò dentro con il borsalino in mano e lo sguardo puntato  verso il soffitto. Quell’uomo aveva un volto  non anonimo: mento  ampio e volitivo, naso pronunciato, fronte ampia, girava  tra le mani con un certo nervosismo il copricapo, ma sorrideva. Anche il  suo sorriso ,osservato attentamente ,avrebbe catalizzato attenzione.  Aveva  una piega  strana , sghemba, quasi fosse lì per sottolineare  un’ espressione  stranita.  Fu  il suo passo lento, quasi polveroso, a  trascinare un corpo ben  scolpito sotto ampie spalle verso il centro del bar dove evidentemente  qualcosa lo attirava . Quel qualcosa  era schiacciato sul soffitto.  Il lampadario era carico di mille luci  e  trasmetteva attorno una luce iridescente, quasi fossile,  fortemente magica. Prese posto in un tavolino  senza mai togliere gli occhi dal  soffitto  ed ordino’ distrattamente una bibita.

Quell’uomo non desiderava bere, aveva per la testa altre idee, altri programmi. Dopo qualche minuto il suo  interesse per il  lampadario era diventato palese. Per lui la forma luminosa, splendeva di una solarità estroversa, racchiusa evidentemente  dentro  un universo a sé stante, a lui contiguo, ma inattingibile e provocante.

Fu allora che l’uomo in grigio tolse da sotto la giacca un revolver. Un distinto avventore  attempato al tavolino di fianco lasciò cadere per lo stupore il  cucchiaio che reggeva, la sua compagna accanto, con cappellino e veletta ,si portò la mano guantata alla bocca ...poi accadde!  Cinque spari, potenti, fragorosi, frantumarono il lampadario in mille pezzi, spegnendone la luce e dando vita ad una nuvola  grigia  di polvere che si impadronì ben presto  del locale. Lui imperturbabile ripose  l’arma in una fondina celata  sotto l’ascella e  si avvicinò a Giovanni che con gli occhi sbarrati lo guardava  stupefatto  e terrorizzato   e con  la massima amabilità gli disse .- Sono Frattini, il pugile. Il suo lampadario era un obiettivo eccezionale,  provocante . Non potevo che spegnere  così quella luce . Mi  sono davvero divertito.  Scusi se  ho provocato danni e sgomento-

Poi il Frattini tolse dalla giacca anche  penna  e blocchetto d’assegni e con una firma a svolazzo consegnò al gestore un cheque . Cenni lesse la cifra e tornò al sorriso. Mentre l’uomo in grigio  era giunto sulla soglia riuscì balbettando a dirgli : -  Arrivederci… non si preoccupi.. penso a tutto io-

E’ un episodio della vita di uno dei più fantastici pugili che il nostro pugilato  abbia mai avuto.Nato a Milano nel 1898 Bruno Frattini per dieci anni  affascinò le folle con il suo talento pugilistico con il suo carattere pirotecnico   scolpito  in una  simpatica follia.Una carriera abbagliante ha  tenuto a braccetto  questo fuoriclasse deceduto a Milano nel 1959  della cui carriera pugilistica   scriveremo brevemente per soffermarci , invece, su  quei ritagli  della sua  vita non meno  eclatanti e stupefacenti   ma forse meno conosciuti. Talento giovanissimo nel 1919 dopo pochi match da professionista era già campione d’Italia dei pesi medi.    Impavido a tal punto da essere chiamato “cuor di Leone”, capace di imporre al match ritmi elevatissimi e  dotato di un   colpo   risolutore  il  famoso manager Carpegna non tarda a riconoscere in lui un fuoriclasse ,cosa che  non mancherà di notare anche Umberto Branchini nel dopoguerra. Campione d’Europa dei pesi medi nel 1924  con la vittoria su Todd sul ring di Milano la carriera  di Bruno  abbaglia in ogni parte del mondo. Nord Africa, Francia, Stati Uniti Australia. Ovunque stupisce con la sua boxe venata da un coraggio e da una grinta di eccezionale livello. Incontra campioni del valore di Bosisio, Jacovacci, La Porte, Max Rosemblum, Renè Davos  oltre al leggendario Ted  Kid Lewis . Il filo conduttore che  ci guida  verso Frattini è  quella sua guasconeria, quel suo guanto di sfida lanciato contro le convenzioni ed  il potere  occulto che già tra gli anni  venti e trenta   opprimeva il pugilato. Frattini è  talmente spettacolare che  gli organizzatori non badano a spese nel suo ingaggio.  

Guadagnò somme incredibili  velocemente e con la stessa intensità le spendeva. Ha posseduto cavalli da corsa, ristoranti, ha partecipato a safari costosissimi ed inimmaginabili . Le auto fuoriserie comprate e lasciate fanno il paio con molte ragazze americane. Un giorno seduto con sussiego  in sella al suo puledro preferito si vede superato e coperto di polvere da una macchina. Frattini prova ad inseguirla senza troppi risultati nonostante il percorso di  campagna.  Ma  l’automobile è veloce e  difficile da raggiungere. Allora cosa fa. Estrae il suo immancabile revolver spara alla gomme  e la blocca sul ciglio della strada. Bruno transita davanti  all’auto   lentamente salutando con la mano  il pilota rapito  insieme dalla preoccupazione e dallo stupore dallo stupore.. poi torna  indietro si scusa.. e lo lascia con un bell’assegno in mano di rimborso.

Negli States un giorno Frattini mentre era in pieno allenamento vede il suo massaggiatore  Schish addormentato con la pipa in bocca.Cosa fece il Bruno???  Smise per un attimo di allenarsi, recuperò la rivoltella e con un colpo preciso mandò in frantumi la pipa e quasi le coronarie del suo collaboratore.A Buenos Aires nel 1926 dopo  l’incontro  vinto ai punti con Ichocea incontra  nel dopo match una donna  accompagnata dai  suoi tre bimbi che veniva a chiedere al gestore del Palazzo dello Sport di poter lavorare e fare le pulizie per  rimediare qualche soldo. La donna era moglie di un pugile deceduto  causa una polmonite. Frattini  venuto a conoscenza del fatto,  la insegui’ per strada mentre .sconsolata .per la risposta negativa tornava a casa e gli regalò metà della borsa.

 

Foto: un ko di Frattini nel 1926

Ovviamente anche sotto al ring le storie su Frattini  non sono etichettate  come “ordinarie” .  In occasione  di uno dei  match più importanti della sua carriera contro il campionissimo inglese  Roland Todd  titolo europeo  dei medi  programmato sui 20 round   a Milano nel  1924 ad un’ora e mezza dal match Frattini ancora non si  era  visto nella sede della riunione.. Carpegna  pensò ad una disgrazia ed a bordo di  una  automobile scortato dalla polizia si precipitò  a casa di Bruno.Cosa era successo??  Nulla.. Frattini si era addormentato beatamente e senza l’iniziativa di  Carpegna  volta a svegliarlo non avrebbe disputato il match. Celebre di Frattini fu il suo comportamento  in occasione del match contro il fortissimo Arnaud.  Il pugile di Milano  sul ring al terzo round si procurò una frattura scomposta al polso della mano sinistra, e poco dopo Arnaud in un colpo d’incontro  seguito ad una scivolato gli fracassò la mascella. Frattini all’angolo non disse nulla… anzi sul ring si teneva  un guantone a sostegno del mento perché aveva paura di  perdere i denti. Tra dolori pazzeschi  “cuor di Leone” riuscì a vincere lo stesso in 12 tempi. Quel che segui’ l’episodio fu ancora, più eclatante.. Curato all’Ospedale di San Claudio  a Bruno fu ingessato la mano sinistra ed applicato un apparecchio che gli manteneva ferma la mascella e lo costringeva ad assumere solo liquidi.Uscito una sera , pur cosi’ conciato, con un amico ed una signorina , e recatosi al famoso Ristorante Grande Italia a Milano cosa capita ?   Una foto di un Ko di Frattini del 1926

Cinque tipi si mettono a fare commenti sull’avvenenza della compagna di Frattini ed iniziano ad allungare le mani. Uno di loro commette , però, un errore clamorososo. Alle rimostranze del Bruno risponde con uno schiaffo . Succede il finimondo…. Quando arriva la polizia  sotto ai tavoli ci sono cinque  individui addormentati  messi ko da un “distinto” signore che faticava  a parlare ma che si fece capire benissimo a gesti.

Sul ring Frattini stava battendo  l’immortale  campione Ted kid Lewis ed al diciassettesimo round era in vantaggio. La sorte aveva   riservato  al milanese,però,  una scivolata. Nel momento in cui  si sbilancia Lewis lo centra con un destro e lo colpisce  alla nuca . Frattini è”groggy “e… dopo poco l’inglese  lo finirà. Il Times pubblicò il commento di Bruno. – Lewis è stato bravo , mi ha colpito  duramente ed io non ho potuto fare nulla- Non un lamento  nessun  rimpianto.-

 

 

Spente le luci del ring Frattini continuò a vivere guardando distrattamente al suo passato, senza  alcun rammarico  riguardo all’enorme fortuna spesa ,senza un lamento. Bruno riuscì ad anestetizzare il dolore del passato e la paura  di un futuro privo di mezzi e al limite della sopravvivenza con la sua dignità. Fu direttore di un dormitorio pubblico con un salario appena decente, e quando giornalisti ed amici lo cercavano per frugare tra le pieghe della sua vita leggendaria a tutti  dispensava  ricordi  e sorrisi con la sua ormai mitica generosità.Se vuoi lggere tutte le news di pugilato 24 ore su 24 clicca su boxeringweb.net 

 

 

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