Vestiva di una grisaglia grigia leggera e portava una sciarpa bianca al collo. Non scelse a caso quel bar. Davanti al locale, a poche centinaia di metri dalla marina di Riccione, era passato più volte, sbirciando dentro con sguardi più o meno furtivi. Improvvisamnte si fermò e decise di entrare . Aprì piano, ma con fare deciso, la porta di noce scuro e vetro colorato del “caffè”di Giovanni Cenni e si ritrovò dentro con il borsalino in mano e lo sguardo puntato verso il soffitto. Quell’uomo aveva un volto non anonimo: mento ampio e volitivo, naso pronunciato, fronte ampia, girava tra le mani con un certo nervosismo il copricapo, ma sorrideva. Anche il suo sorriso ,osservato attentamente ,avrebbe catalizzato attenzione. Aveva una piega strana , sghemba, quasi fosse lì per sottolineare un’ espressione stranita. Fu il suo passo lento, quasi polveroso, a trascinare un corpo ben scolpito sotto ampie spalle verso il centro del bar dove evidentemente qualcosa lo attirava . Quel qualcosa era schiacciato sul soffitto. Il lampadario era carico di mille luci e trasmetteva attorno una luce iridescente, quasi fossile, fortemente magica. Prese posto in un tavolino senza mai togliere gli occhi dal soffitto ed ordino’ distrattamente una bibita.
Quell’uomo non desiderava bere, aveva per la testa altre idee, altri programmi. Dopo qualche minuto il suo interesse per il lampadario era diventato palese. Per lui la forma luminosa, splendeva di una solarità estroversa, racchiusa evidentemente dentro un universo a sé stante, a lui contiguo, ma inattingibile e provocante.
Fu allora che l’uomo in grigio tolse da sotto la giacca un revolver. Un distinto avventore attempato al tavolino di fianco lasciò cadere per lo stupore il cucchiaio che reggeva, la sua compagna accanto, con cappellino e veletta ,si portò la mano guantata alla bocca ...poi accadde! Cinque spari, potenti, fragorosi, frantumarono il lampadario in mille pezzi, spegnendone la luce e dando vita ad una nuvola grigia di polvere che si impadronì ben presto del locale. Lui imperturbabile ripose l’arma in una fondina celata sotto l’ascella e si avvicinò a Giovanni che con gli occhi sbarrati lo guardava stupefatto e terrorizzato e con la massima amabilità gli disse .- Sono Frattini, il pugile. Il suo lampadario era un obiettivo eccezionale, provocante . Non potevo che spegnere così quella luce . Mi sono davvero divertito. Scusi se ho provocato danni e sgomento-
Poi il Frattini tolse dalla giacca anche penna e blocchetto d’assegni e con una firma a svolazzo consegnò al gestore un cheque . Cenni lesse la cifra e tornò al sorriso. Mentre l’uomo in grigio era giunto sulla soglia riuscì balbettando a dirgli : - Arrivederci… non si preoccupi.. penso a tutto io-
E’ un episodio della vita di uno dei più fantastici pugili che il nostro pugilato abbia mai avuto.Nato a Milano nel 1898 Bruno Frattini per dieci anni affascinò le folle con il suo talento pugilistico con il suo carattere pirotecnico scolpito in una simpatica follia.Una carriera abbagliante ha tenuto a braccetto questo fuoriclasse deceduto a Milano nel 1959 della cui carriera pugilistica scriveremo brevemente per soffermarci , invece, su quei ritagli della sua vita non meno eclatanti e stupefacenti ma forse meno conosciuti. Talento giovanissimo nel 1919 dopo pochi match da professionista era già campione d’Italia dei pesi medi. Impavido a tal punto da essere chiamato “cuor di Leone”, capace di imporre al match ritmi elevatissimi e dotato di un colpo risolutore il famoso manager Carpegna non tarda a riconoscere in lui un fuoriclasse ,cosa che non mancherà di notare anche Umberto Branchini nel dopoguerra. Campione d’Europa dei pesi medi nel 1924 con la vittoria su Todd sul ring di Milano la carriera di Bruno abbaglia in ogni parte del mondo. Nord Africa, Francia, Stati Uniti Australia. Ovunque stupisce con la sua boxe venata da un coraggio e da una grinta di eccezionale livello. Incontra campioni del valore di Bosisio, Jacovacci, La Porte, Max Rosemblum, Renè Davos oltre al leggendario Ted Kid Lewis . Il filo conduttore che ci guida verso Frattini è quella sua guasconeria, quel suo guanto di sfida lanciato contro le convenzioni ed il potere occulto che già tra gli anni venti e trenta opprimeva il pugilato. Frattini è talmente spettacolare che gli organizzatori non badano a spese nel suo ingaggio.
Guadagnò somme incredibili velocemente e con la stessa intensità le spendeva. Ha posseduto cavalli da corsa, ristoranti, ha partecipato a safari costosissimi ed inimmaginabili . Le auto fuoriserie comprate e lasciate fanno il paio con molte ragazze americane. Un giorno seduto con sussiego in sella al suo puledro preferito si vede superato e coperto di polvere da una macchina. Frattini prova ad inseguirla senza troppi risultati nonostante il percorso di campagna. Ma l’automobile è veloce e difficile da raggiungere. Allora cosa fa. Estrae il suo immancabile revolver spara alla gomme e la blocca sul ciglio della strada. Bruno transita davanti all’auto lentamente salutando con la mano il pilota rapito insieme dalla preoccupazione e dallo stupore dallo stupore.. poi torna indietro si scusa.. e lo lascia con un bell’assegno in mano di rimborso.
Negli States un giorno Frattini mentre era in pieno allenamento vede il suo massaggiatore Schish addormentato con la pipa in bocca.Cosa fece il Bruno??? Smise per un attimo di allenarsi, recuperò la rivoltella e con un colpo preciso mandò in frantumi la pipa e quasi le coronarie del suo collaboratore.A Buenos Aires nel 1926 dopo l’incontro vinto ai punti con Ichocea incontra nel dopo match una donna accompagnata dai suoi tre bimbi che veniva a chiedere al gestore del Palazzo dello Sport di poter lavorare e fare le pulizie per rimediare qualche soldo. La donna era moglie di un pugile deceduto causa una polmonite. Frattini venuto a conoscenza del fatto, la insegui’ per strada mentre .sconsolata .per la risposta negativa tornava a casa e gli regalò metà della borsa.
Foto: un ko di Frattini nel 1926
Ovviamente anche sotto al ring le storie su Frattini non sono etichettate come “ordinarie” . In occasione di uno dei match più importanti della sua carriera contro il campionissimo inglese Roland Todd titolo europeo dei medi programmato sui 20 round a Milano nel 1924 ad un’ora e mezza dal match Frattini ancora non si era visto nella sede della riunione.. Carpegna pensò ad una disgrazia ed a bordo di una automobile scortato dalla polizia si precipitò a casa di Bruno.Cosa era successo?? Nulla.. Frattini si era addormentato beatamente e senza l’iniziativa di Carpegna volta a svegliarlo non avrebbe disputato il match. Celebre di Frattini fu il suo comportamento in occasione del match contro il fortissimo Arnaud. Il pugile di Milano sul ring al terzo round si procurò una frattura scomposta al polso della mano sinistra, e poco dopo Arnaud in un colpo d’incontro seguito ad una scivolato gli fracassò la mascella. Frattini all’angolo non disse nulla… anzi sul ring si teneva un guantone a sostegno del mento perché aveva paura di perdere i denti. Tra dolori pazzeschi “cuor di Leone” riuscì a vincere lo stesso in 12 tempi. Quel che segui’ l’episodio fu ancora, più eclatante.. Curato all’Ospedale di San Claudio a Bruno fu ingessato la mano sinistra ed applicato un apparecchio che gli manteneva ferma la mascella e lo costringeva ad assumere solo liquidi.Uscito una sera , pur cosi’ conciato, con un amico ed una signorina , e recatosi al famoso Ristorante Grande Italia a Milano cosa capita ?
Una foto di un Ko di Frattini del 1926
Cinque tipi si mettono a fare commenti sull’avvenenza della compagna di Frattini ed iniziano ad allungare le mani. Uno di loro commette , però, un errore clamorososo. Alle rimostranze del Bruno risponde con uno schiaffo . Succede il finimondo…. Quando arriva la polizia sotto ai tavoli ci sono cinque individui addormentati messi ko da un “distinto” signore che faticava a parlare ma che si fece capire benissimo a gesti.
Sul ring Frattini stava battendo l’immortale campione Ted kid Lewis ed al diciassettesimo round era in vantaggio. La sorte aveva riservato al milanese,però, una scivolata. Nel momento in cui si sbilancia Lewis lo centra con un destro e lo colpisce alla nuca . Frattini è”groggy “e… dopo poco l’inglese lo finirà. Il Times pubblicò il commento di Bruno. – Lewis è stato bravo , mi ha colpito duramente ed io non ho potuto fare nulla- Non un lamento nessun rimpianto.-
Spente le luci del ring Frattini continuò a vivere guardando distrattamente al suo passato, senza alcun rammarico riguardo all’enorme fortuna spesa ,senza un lamento. Bruno riuscì ad anestetizzare il dolore del passato e la paura di un futuro privo di mezzi e al limite della sopravvivenza con la sua dignità. Fu direttore di un dormitorio pubblico con un salario appena decente, e quando giornalisti ed amici lo cercavano per frugare tra le pieghe della sua vita leggendaria a tutti dispensava ricordi e sorrisi con la sua ormai mitica generosità.Se vuoi lggere tutte le news di pugilato 24 ore su 24 clicca su boxeringweb.net
Tags: Bruno Frattini