E' forse presto per dirlo ma non credo che Abner Mares, messicano di 25 anni che vive in California, passerà alla storia come uno dei più grandi pesi gallo di sempre, ma nella sua risicata vittoria contro Vic Darchinyan si sono visti un cuore e una voglia enormi che ne faranno certamente uno dei beniamini del pubblico. Mares (21-0-1, 13 K.O.) si è qualificato per la finale del torneo dei pesi gallo iniziato a Tacoma difendendo nel contempo il titolo di sigla WBC Silver, rimontando una situazione piuttosto precaria e combattendo tutto il match con una ferita alla fronte che sanguinava come in un film horror. Premettiamo che non tutti saranno d'accordo con i verdetti dei giudici, tantomeno Darchinyan (35-3-1, 27 K.O.) perché il match ha avuto i suoi momenti discutibili, ma è stato esaltante e intensissimo. Fin dall'inizio Mares non è venuto meno alle sue prerogative ma ha proposto il match sul piano del ritmo, della mobilità e della combattività. Un bel rischio quest'ultimo contro un picchiatore come l'australiano di origine armena anche se forse Darchinyan a questo peso fa un po' meno male. Un rischio che sembrava mal calcolato perché dapprima arrivava il taglio di cui si è detto e poi nel secondo round un atterramento su un diretto sinistro del mancino Darchinyan, pugno per una volta a traiettoria lineare che Mares prendeva in pieno volto perché aveva appena spostato il destro. Le cose peggioravano nel quarto round quando Mares subiva un richiamo ufficiale per colpi bassi. A quel punto tutto poteva sembrare perduto ma non a Mares. Il ragazzo si metteva in caccia del rivale senza alcun timore, facendo valere il suo maggior volume di colpi e mostrando un mento d'acciaio capace di assorbire i ganci e i montanti fulminei di Darchinyan che era però costretto a pedalare costantemente all'indietro. Un episodio certo decisivo avveniva al 7° round quando Darchinyan veniva atterrato e contato dall'arbitro Robert Howard su quella che ai più è sembrata una scivolata e non un sinistro d'incontro di Mares. In realtà Mares il colpo l'aveva portato ma era arrivato, su un avversario sbilanciato, fra spalla e testa. Un episodio sul quale si può discutere fino al giorno del Giudizio Universale e forse pure oltre senza venirne a capo. Da quel momento però Mares faceva suoi un po' tutti i round tranne forse l'ultimo e a chi scrive è sembrato evidente che la netta differenza d'età abbia contribuito a questa rimonta. Mares ha colpito sempre o quasi in combinazione, ha tenuto alto il ritmo, ha costretto Darchinyan a un combattimento a corta distanza che non gradiva nè gli lasciava troppa leva per i suoi colpi. L'armeno si è basato troppo sulla ricerca del colpo solo e decisivo ma si è dimostrato tuttora una forza con cui si deve avere a che fare. Il verdetto ha visto due 115 a 111 ma uno per Mares e l'altro per Darchinyan ed erano entrambi eccessivi, poi un 114-112 per Mares. Il nostro giudizio è 113-112 per Mares, certo con quel knock down discusso di mezzo.
Non altrettanto entusiasmante il match che ha qualificato per la finale il 30enne ghanese Joseph Agbeko (28-2, 22 K.O.) restituendogli anche il titolo di sigla IBF ai danni del 31enne colombiano Jonnhy Perez (20-1-1, 14 K.O.) . Come detto in sede di presentazione si trattava di una rivincita di un match vinto da Perez, un match fra i più belli del 2009, ma
stavolta le cose sono radicalmente cambiate, a nostro parere per due precisi motivi: il primo la diversa tattica utilizzata da Agbeko e il secondo il peso degli ultimi duri incontri sulle spalle di Perez. L'inizio del match(foto Hogan) è stato tutto di Agbeko che rispetto al primo match si è mosso molto di più, favorito anche dalle dimensioni del ring di Tacoma, ma che ha saputo colpire e venire via, mandare a vuoto l'avversario e portarsi comodamente in vantaggio pur lasciandogli il centro del ring e gran parte dell'iniziativa. Al secondo round un gancio sinistro di Agbeko ha dato il via ai colpi più significativi seguito da un gancio destro, e i movimenti del corpo del ghanese hanno neutralizzato le repliche del colombiano. Solo alla quinta ripresa Perez, che non riusciva a mettere a segno il gancio sinistro, ha iniziato a farsi valere con due ganci destri che Agbeko ha accusato trovandosi preda momentaneamente in difficoltà degli assalti del rivale sia in questa che nella successiva ripresa. Poi però Agbeko ha ritrovato quella mobilità laterale momentaneamente persa e si è rimesso a colpire d'incontro con continuità e precisione. Perez non è mai stato fuori dal match ma poco alla volta questo gli è scivolato dalle mani lasciandogli la sola possibilità della soluzione di forza che non è apparsa però nemmeno lontanamente possibile. Il punteggio di un giudice, 117 a 111, è anche il nostro, gli altri due vedevano un 116-112 e un abbastanza imbarazzante 115-113, sempre comunque per Agbeko. Da segnalare che Perez ha avuto un crollo emotivo nella conferenza stampa del giorno prima quando gli è stato inoppurtunamente chiesto quanto gli pesasse la lontananza dalla sua famiglia e che lo stesso Perez ha sportivamente riconosciuto i meriti di Agbeko a fine match.
Dunque ci attendono una finale Agbeko-Mares e un match di consolazione fra Darchinyan e Perez.Vittorio Parisi. Clicca su boxeringweb .net se vuoi le informazion i 24 ore su 24
Tags: Abner Mares, Joseph Agbeko