Grande boxe sabato sera sul ring di Anaheim in California .Al termine di uno dei match più combattuti e belli dell'anno il messicano Humberto Soto (54-7-2, 32 K.O.) ha conservato il titolo di sigla WBC dei pesi leggeri battendo ai punti il connazionale residente in California Urbano Antillon (28-2, 20 K.O.). E' stata una vera guerra iniziata con un gran gesto di sportività da parte di Antillon che all'ingresso sul ring del campione in carica è andato subito ad abbracciarlo. Stessa atmosfera amicale al termine dei 12 round ma durante il combattimento l'atmosfera è stata ben diversa pur rimanendo nei limiti del rispetto reciproco.
Antillon si è scagliato all'attacco al primo colpo di gong imprimendo al match un ritmo folle mentre Soto iniziava ad azionare il suo jab sinistro per tenerlo a debita distanza. Presto però rinunciava a basarsi essenzialmente su questo colpo, o forse era costretto a farlo, ma la sua arte pugilistica si esprimeva nell'ablità a portare colpi d' incontro e soprattutto dei montanti stretti che facevano la differenza nelle fasi a corta distanza. Soto mostrava anche abilità nel passare sotto il braccio sinistro dello sfidante quando si trovava costretto alle corde ribaltando la situazione. Antillon però non si scoraggiava continuando a pressare e andando a segno con i suoi pesanti ganci al volto che avevano però il difetto di non essere abbastanza doppiati. Lo sfidante è un pugile ruvido e meno accurato di Soto, alcuni suoi colpi sono finiti ben sotto la cintura costringendo l'arbitro al richiamo ufficiale al 5° round, richiamo che avrebbe potuto essere seguito da un altro per uso della testa e per un paio di prese di lotta che costringevano Soto a terra. Antillon però non è solamente questo, tutt'altro. Messo in crisi quando Soto al 3° round si è messo anche a colpire al corpo, ne è uscito con aumentata aggressività e con l'utilizzo dello stesso sistema del rivale. Con il passare delle riprese l'azione di Soto ha perso continuità con un po' di calo nel ritmo del match mentre Antillon non lo ha mollato un solo istante, tuttavia il campione spesso ha approfittato dei secondi finali per lasciare andare le mani cercando di far suoi i singoli round. Il sesto round è stato significativo per un gancio destro di Antillon che ha scosso Soto e per una ferita alla palpebra e al sopracciglio destro che lo sfidante ha riportato in uno scontro di teste. La decima ripresa ha visto invece in crisi nel finale proprio Antillon che, dopo aver condotto il solito round arrembante con discreti risultati, ha sofferto il consueto ritorno di Soto, che aveva appena ritrovato l'efficacia del suo jab, venendo investito da una serie di colpi che lo facevano vistosamente traballare. Il suono del gong lo toglieva però dai guai. Nell'ultimo round Soto si limitava a controllare l'aggressività del rivale rischiando un po' perché il cartellino di due giudici vedeva un 114-113 a suo favore che dava molta importanza quindi al richiamo ufficiale costato un punto ad Antillon. Noi eravamo più d'accordo con il giudice Marty Denkin che vedeva un 115-112 a favore del campione in carica.
Soto si è confermato un pugile di alta scuola che sarebbe interessante vedere contro il campione del mondo Marquez. Avesse un pugno più pesante avrebbe certo più possibilità in un match simile. Antillon ha invece dimostrato di essere comunque uno dei migliori pesi leggeri in circolazione. Al termine di uno dei match più combattuti e belli dell'anno il messicano Humberto Soto (54-7-2, 32 K.O.) ha conservato il titolo di sigla WBC dei pesi leggeri battendo ai punti il connazionale residente in California Urbano Antillon (28-2, 20 K.O.). E' stata una vera guerra iniziata con un gran gesto di sportività da parte di Antillon che all'ingresso sul ring del campione in carica è andato subito ad abbracciarlo. Stessa atmosfera amicale al termine dei 12 round ma durante il combattimento l'atmosfera è stata ben diversa pur rimanendo nei limiti del rispetto reciproco.
Antillon si è scagliato all'attacco al primo colpo di gong imprimendo al match un ritmo folle mentre Soto iniziava ad azionare il suo jab sinistro per tenerlo a debita distanza. Presto però rinunciava a basarsi essenzialmente su questo colpo, o forse era costretto a farlo, ma la sua arte pugilistica si esprimeva nell'ablità a portare colpi d' incontro e soprattutto dei montanti stretti che facevano la differenza nelle fasi a corta distanza. Soto mostrava anche abilità nel passare sotto il braccio sinistro dello sfidante quando si trovava costretto alle corde ribaltando la situazione. Antillon però non si scoraggiava continuando a pressare e andando a segno con i suoi pesanti ganci al volto che avevano però il difetto di non essere abbastanza doppiati. Lo sfidante è un pugile ruvido e meno accurato di Soto, alcuni suoi colpi sono finiti ben sotto la cintura costringendo l'arbitro al richiamo ufficiale al 5° round, richiamo che avrebbe potuto essere seguito da un altro per uso della testa e per un paio di prese di lotta che costringevano Soto a terra. Antillon però non è solamente questo, tutt'altro. Messo in crisi quando Soto al 3° round si è messo anche a colpire al corpo, ne è uscito con aumentata aggressività e con l'utilizzo dello stesso sistema del rivale. Con il passare delle riprese l'azione di Soto ha perso continuità con un po' di calo nel ritmo del match mentre Antillon non lo ha mollato un solo istante, tuttavia il campione spesso ha approfittato dei secondi finali per lasciare andare le mani cercando di far suoi i singoli round. Il sesto round è stato significativo per un gancio destro di Antillon che ha scosso Soto e per una ferita alla palpebra e al sopracciglio destro che lo sfidante ha riportato in uno scontro di teste. La decima ripresa ha visto invece in crisi nel finale proprio Antillon che, dopo aver condotto il solito round arrembante con discreti risultati, ha sofferto il consueto ritorno di Soto, che aveva appena ritrovato l'efficacia del suo jab, venendo investito da una serie di colpi che lo facevano vistosamente traballare. Il suono del gong lo toglieva però dai guai. Nell'ultimo round Soto si limitava a controllare l'aggressività del rivale rischiando un po' perché il cartellino di due giudici vedeva un 114-113 a suo favore che dava molta importanza quindi al richiamo ufficiale costato un punto ad Antillon. Noi eravamo più d'accordo con il giudice Marty Denkin che vedeva un 115-112 a favore del campione in carica.
Soto si è confermato un pugile di alta scuola che sarebbe interessante vedere contro il campione del mondo Marquez. Avesse un pugno più pesante avrebbe certo più possibilità in un match simile. Antillon ha invece dimostrato di essere comunque uno dei migliori pesi leggeri in circolazione.
Sono diverse le considerazioni che vengono alla mente commentando la impressionante vittoria, una vera esecuzione, di Nonito Donaire (25-1, 17 K.O.) ai danni dell'ucraino Vladimir Sydorenko (22-3-2, 7 K.O.). La prima è che Donaire merita di essere considerato, come è, uno dei migliori pugili al mondo indipendentemente dalla categoria di peso. La seconda è che si può essere stati grandi dilettanti, e Sydorenko lo è stato, ma nel professionismo serve ben altro per essere considerati dei fuoriclasse e ti può capitare di imbatterti in un ragazzo che il dilettante lo ha fatto sì ma a livelli meno eccelsi e ti domina in modo impressionante. La terza è che fuori dalla Germania che li ha accolti e coccolati nella bambagia tanti pugili immigrati o figli di immigrati, oltre che alcuni tedeschi, si sciolgono come neve al sole.
Donaire ha letteralmente dominato il match riducendo Sydorenko a una maschera di sangue in meno di 4 round completi, mettendo in mostra una velocità d'esecuzione che merita l'appellativo "Flash" che il filippino si porta dietro anche in memoria di Gabriel Flash Elorde, un grande pugile del suo paese di 50 anni fa. All'inizio era anche evidente il vantaggio fisico a favore di Donaire, anche se Sydorenko è da anni un peso gallo mentre lui a questo peso è arrivato da poco. Dopo un minuto e mezzo di finte e controfinte un jab sinistro di Donaire ha colpito alla testa Sydorenko al quale si sono irrigidite le gambe all'istante
A fine round una combinazione sinistro-destro di Donaire metteva giù l'ucraino poco prima del gong e la faccenda praticamente era già conclusa. Dopo un secondo round in cui Donaire giocava al gatto col topo, nel terzo Sydorenko, già molto segnato in viso, tornava al tappeto su una folgore di gancio sinistro che sorvolava il diretto destro dell'ucraino che stava provando a portare un colpo, e gli atterrava sulla mascella. Il pugilato diventa crudele davvero quando nè arbitro nè secondi si rendono conto che si va verso un massacro inutile. Sydorenko non aveva infatti più alcuna possibilità di rovesciare le sorti del match. Nel 4° round un diretto destro di Donaire spaccava il naso di Sydorenko che arretrava per poi poggiare il ginocchio a terra e l'arbitro questa volta interrompeva il conteggio con Sydorenko sanguinante.
Dopo questa impressionante vittoria salirà certamente l'interesse per il match che Nonito Donaire affronterà contro Fernando Montiel e che promette di essere uno dei momenti pugilistici più alti del prossimo futuro.
Se vuoi leggere le news 24 ore su 24 Vittorio Parisi Boxeringweb
Tags: Nonito Donaire, Humberto soto