Boxe Ring Web (.) com | Boxe Italiana


dic 6 2011

Cotto vs Margarito. Un match falsato dalla stupidità umana

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 19:00

Diciassette anni sono tanti. Soprattutto se hai passato gran parte del tuo tempo a prendere e dare cazzotti. Arriva un giorno in cui paghi il conto per intero. Antonio Margarito aveva sperato che non accadesse contro l’uomo che lo aveva insultato, che lo aveva chiamato truffatore, che aveva urlato contro la commissione colpevole di aver limitato a un anno la sua squalifica. Il cattivo ragazzo di Tijuana sperava che non accadesse proprio contro Miguel Angel Cotto.

Dicono che la verità appaia nella sua pienezza soltanto sul ring. Forse è così, pugile non lo sono mai stato. Ma di boxe ne ho vista tanta. E Margarito mi sembrava un predestinato. Aveva barato prima del match con Mosley (bendaggio irregolare) ed era stato squalificato per un anno. Era rimasto fermo sedici mesi. Un match soft come rientro, poi addirittura Manny Pacquiao. Lì la lezione era stata spietata, terribile, feroce. Un altro anno fermo, due operazioni all’occhio destro. Prima per ricomporre la frattura della cavità orbitale, poi per riparare alla caduta della cataratta. Gli indizi erano numerosi.

Il match è stato fermato, con colpevole ritardo, al decimo round. Almeno quattro riprese di colpi in più che potevano essere evitati. Ma il medico non ha avuto il coraggio di interrompere uno spettacolo per cui 18.000 spettatori avevano pagato tre milioni di dollari (e molti di più ne arriveranno da quelli che nel mondo hanno comprato la sfida in pay per view). I secondi, anche loro incapaci di vedere, hanno addirittura insistito perché la mattanza andasse avanti, anche quando il dottore aveva deciso di chiuderla lì. L’arbitro ha aspettato oltre ogni pudore prima di fermare davvero una sfida che ormai non aveva più senso. Uno scandalo autentico, pericoloso, che ha dei colpevoli facilmente identificabili. Colpevoli che sicuramente non saranno puniti. Maledizione, dal sesto round l’occhio destro (sì, proprio quello operato due volte negli ultimi mesi) era totalmente chiuso. Neppure una fessura aperta. Un taglio sulla palpebra, il gonfiore, l’impossibilità di vedere. Cosa diavolo aspettavano a sospendere il match!

Miguel Angelo Cotto ha danzato davanti a un Margarito fermo, lento, goffo. Gli ballava attorno, poi partiva veloce di braccia e lasciava il segno. Prima con il sinistro lungo, poi sempre più spesso con il gancio mancino. Colpiva e un attimo dopo non era più lì, lasciando che la reazione del messicano facesse vento, frustasse il vuoto e finisse nel nulla. Mobile di gambe, veloce di braccia, capace di portare avanti ogni secondo della sfida un piano tattico perfetto.

Vero, la rigidità di Margarito ha facilitato il compito del campione del mondo dei superwelter nella versione Wba. Ma indubbi meriti li ha anche Cotto. Una preparazione fisica esemplare, ad esempio. Non si tiene quel ritmo indiavolato se non si ha nelle gambe una forza stupefacente. Un match quasi perfetto. L’unico difettuccio, a mio avviso, è nella mancanza di grande potenza. La percentuale dei colpi andati a segno è altissima, molti di questi sono stati di ottima fattura tecnica. Eppure lo sfidante non è mai sembrato sul punto di crollare. Neppure dopo nove riprese di botte.

Ora Antonio Margarito dovrà rassegnarsi a portare sulle spalle il fantasma di Luis Resto, l’uomo che in passato si era macchiato dello stesso peccato, ma che non ha mai avuto la possibilità di redimersi. Sul ring del Madison Square Garden è probabilmente finita la carriera di un pugile importante, ora per lui comincia la parte più difficile.

Per Cotto è tempo di gustare il sapore forte della rivincita. Ha aspettato tre anni, ha creduto che la colpa della sconfitta fosse solo di un trucco del nemico, lo stesso che il bad boy avrebbe voluto usare anche contro Mosley. Ieri sera a New York ha rafforzato le sue convinzioni, spazzato i dubbi, goduto di un successo esaltante nelle dimensioni e nella fattura con cui è stato confezionato.

Da oggi Antonio Margarito non sarà più l’incubo di Miguel Angel Cotto, ma sarà solo un cattivo ragazzo che vorrà cancellare dai suoi ricordi una maledetta notte nel tempio della boxe.

dartor.torromeo@gmail.com-BOXERINGWEB

Tags: ,

nov 1 2011

Il cammino di Dolce & Gabbana nelle world Series visto da Francesco Damiami

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 03:23

Mancano poco più di  una decina di giorni all’inizio delle competizioni World Series of Boxing  che vedranno coinvolto naturalmente  il team di  Dolce & Gabbana Milano Thunder.
Il 4 novembre a Milano la presentazione ufficiale  della formazione che sarà diretta ancora dal selezionatore delle nazionali italiane Francesco Damiani.
Nella stagione 2011-2012 le Wsb saranno spalmate su due gironi di sei squadre con l’ingresso di due nuove franchigie  : gli indiani del Fighters Mumbai e i tedeschi del Leopardi Lipsia.
Nel girone della Dolce & Gabbana ci saranno Astana Arlans. Matadors Los Angeles, Fighters Mumbai, Dynamo Mosca , e  Bangkok, e sul ring si salirà già l11 di novembre con  il team italiano  in ytrasferta in India contro Mumbai.

- Credo che i due gironi da sei- Dichiara Damiani -siano un vantaggio per tutti. Nella edizione di quest’anno quattro  compagini supereranno il primo  turno poi due andranno in semifinale. Posso dire che ci siamo rafforzati come organico soprattutto negli 85 kg dove eravamo scoperti. Nel nostro girone vedo un’Astana fortissima ma anche le altre hanno reclutato buoni elementi. Per quanto ci riguarda vorrei fare progetti  brevi. Qualifichiamoci tra le prime quattro poi… vedremo.Le Wsb sono collocate nel periodo che fa da cuscinetto con le qualificazioni olimpiche quindi avrò modo di seguire bene i nostri quattro qualificati, A Febbraio  termineranno gli incontri del primo turno e mentre Bergamasco inizierà a lavorare ad Assisi sui pugili che parteciperanno alle qualificazione olimpiche ( Cappai, Creati, Fiori) io  avrò le idee più chiare sull’esito delle Wsb.

Cercherò di rimanere con il piede in due staffe. L’entusiasmo c’è e nella presentazione ufficiale della squadra il 4 novembre ve ne accorgerete-



Il primo turno delle WSB  Girone A

 

Bangkok vs Dynamo Mosca

Mumbai Fighters vs Dolce & Gabbana Milano

Los Angeles Matadors vs  Astana Arlans

  
Il Calendario del Girone A di qualificazione


11-12 novembre: Mumbai (IND) vs Milano

18-19 novembre: Milano vs Los Angeles (USA)

 2-3 dicembre: Milano vs Astana (KZK)

 9-10 dicembre: Bangkok(Thai) vs Milano

16-17 dicembre: Mosca (RUS) vs Milano

 13-14 gennaio: Milano vs Mumbai (IND)

20-21 gennaio: Los Angeles (USA) vs Milano

 3-4 febbraio: Astana (KZK) vs Milano

 10-11 febbraio: Milano vs Bangkok (Thai)

 17-18 febbraio: Milano vs Mosca (RUS)

 

 

Tags:

nov 1 2011

Simona Galassi di nuovo campionessa del mondo. Sarritzu non ce la fa!

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 03:19

La riunione di venerdì al palazzetto dello sport di Cagliari è stata favorevole a metà al pugilato nazionale perché, se da un lato ci ha dato il vacante titolo mondiale femminile dei supermosca IBF con Simona Galassi, vincitrice sulla francese Nadège Szikora, dall'altro ha visto il sardo Andrea Sarritzu sconfitto dal campione IBF dei mosca, il sudafricano Moruti Mthalane. Sulla bravura di Mthalane (28-2-0) non vi erano dubbi, si sapeva benissimo che il tentativo di Sarritzu (32-5-4) sarebbe stato molto difficile, ma si sperava ugualmente che il mosca di Quartu Sant'Elena riuscisse a compiere il miracolo. E in un certo senso il challenger isolano è riuscito a prodursi in una bella impresa, quella di reggere con onore per quasi sette riprese a una furia scatenata quale si è rivelato il “Babyface” di Johannesburg, il quale ha gettato sul piatto della bilancia non solo la sua freschezza atletica ma anche la sua personalità vincente, tutto teso a sgretolare la resistenza dello sfidante.
Il campione in carica ha incalzato il rivale con fendenti precisi e veloci alternati al corpo e al volto la cui potenza è stata avvertita subito da Sarritzu il quale ha coraggiosamente cercato di replicare con diretti e ganci talvolta giunti a segno con efficacia, ma non sufficienti a stemperare l'aggressività di Mthalane, un motorino che andava sempre in crescendo con diretti, ganci e montanti di buona fattura.
Dopo alcuni momenti difficili per Sarritzu (specie nel sesto tempo), si è giunti alla settima ripresa, con Mthalane in netto vantaggio davanti a uno sfidante ancora indomito nonostante i numerosi colpi incassati, ma ormai sulla via della disfatta: raggiunto da un montante sinistro al fegato, Sarritzu è apparso frastornato, ha voltato per un attimo le spalle ed è stato  raggiunto anche da un gancio destro alla mascella prima dell'intervento del referee Kelly. Non aveva più senso restare ancora sul ring, e dall'angolo dello sfidante è volato l'asciugamano.
Mthalane ha conservato la sua corona con il verdetto di ko tecnico, ma il trentacinquenne Sarritzu, applaudito calorosamente dal pubblico, non ha nulla da rimproverarsi.

Con il viso segnato dai duri colpi incassati, Sarritzu(foto) ha così commentato: “Ho affrontato un vero campione. Ho cercato di mantenere il suo ritmo e non ci sono riuscito. Non mi pento di averlo affrontato, ora so sin dove potevo arrivare alla mia età. Credo che sia venuto il momento di dedicarmi alla famiglia”.
Lo stesso Nick Durandt, manager del campione riconfermato, si è complimentato con il pugile sardo per la sua prova generosa, anche se non ha mai dubitato della vittoria del suo assistito.La manifestazione organizzata da Salvatore Cherchi (OPI 2000) e da Tonino Puddu (Promosport Sardegna) è stata tuttavia confortata dall'impresa della “Regina di Romagna” Simona Galassi (16-1-1), per una sera anche “Regina di Sardegna”. Incitata a gran voce dal pubblico, la trentanovenne atleta di Forlì non ha avuto problemi nell'imporsi su "La piccola perla della noble art” come i transalpini chiamano Nadège Szikora (10-3-1), francese con nonna paterna di Varese e prima professionista femminile nella regione Languedoc Roussillon. 
La co-challenger di Montpellier, assistita all'angolo dal suo manager Daniel Barry, ha fatto del suo meglio per accorciare le distanze e prodursi nel lavoro al corpo negli scambi ravvicinati, ma ha dovuto fare i conti con i precisi uno-due d'incontro della Galassi che ne rintuzzavano le velleità.
La trentasettenne ex campionessa di Francia e d'Europa dei pesi gallo, pur segnalandosi per qualche bel colpo giunto a bersaglio, non è in sostanza mai riuscita a rendersi veramente pericolosa, come del resto hanno sottolineato anche i cartellini dei giudici: 100-91, 100-90 e 100-90. La sua prova, in ogni caso, è stata onorevole, e contro una rivale meno completa, precisa e abile nel portare i colpi d'anticipo e di rimessa di Simona Galassi avrebbe senza dubbio ottenuto risultati migliori. “Il pubblico – ha detto al termine la neo-campionessa forlivese – è stato meraviglioso e lo ringrazio per il suo sostegno. La Szikora è stata un'avversaria degna, ho cercato di incuterle timore da subito, ma non sono riuscita a fare la cattiva come avrei voluto perché mi sono mancate la potenza e il ritmo agonistico che ho di solito. Alla fine lei era stanca, ma ero stanca anch'io. Ho vinto ed è andata bene così”.

Nel sottoclou, primo successo ai punti per la “Mamba Negra” Luca Giacon (18-0-0 foto a dx), nato in Spagna a Fuengirola (Malaga) ma ormai cagliaritano di adozione, e prima sconfitta per il suo avversario, l'iberico Felix “Skizo” Soria (11-1-1). Il campione dell'Unione Europea dei leggeri ha cercato in tutti i modi di  indurre l'antagonista ad accettare gli scambi ravvicinati, ma il ventottenne boxeur di Palma di Maiorca, anche lui imbattuto, dopo aver saggiato nelle prime battute la potenza di Giacon, ha ritenuto opportuno trincerarsi dietro una guardia ermetica per tentare solo qualche sortita. Cosi facendo, Soria ha perso il combattimento ma ha limitato i danni, riportando un'onorevole sconfitta ed evitando il rischio del ko. “Ho provato a farlo combattere a viso aperto – ha commentato Giacon – ma il mio avversario non ne ha voluto sapere. Devo però dire che Soria  ha una buona difesa e che incassa bene. Ho vinto per la prima volta ai punti, e va bene così”.

Il peso medio ventitreenne Alessandro Murgia (5-0-0), un elemento emergente della colonia di Monia Cavini, ancora imbattuto, ha sconfitto prima del limite il croato Gordan Glisic (5-14-2), un ragazzo coriaceo e dotato di esperienza. Murgia ha incalzato il rivale con potenti bordate al corpo e al volto, ma Glisic ha retto bene e ha replicato a sua volta con buona determinazione. Questo sino al quarto round in cui   il pugile croato, ferito  all'arcata sopracciliare destra dalla ripresa precedente, è stato fermato dal medico.
Per la categoria dei welter, il ventinovenne milanese della OPI 2000 Antonio “Big” Moscatiello ((13-0-0), nipote di Giacobbe Fragomeni e sfidante ufficiale al titolo italiano, ha battuto ai punti l'istrionico trentanovenne boxeur di Barcellona Juan Martinez Bas detto “El Payo” (8-21-2) in otto tempi. Moscatiello ha costantemente tenuto sotto pressione l'esperto rivale attaccandolo continuamente, ma senza variare mai i temi, per cui la sua condotta di gara è stata monocorde.        Giuseppe Giallara su BoxeringWeb 
D'altra parte,  Martinez Bas, con il suo comportamento ostruzionistico per il quale è stato richiamato ufficialmente nel quarto e nell'ottavo tempo, non lo ha certo agevolato. In ogni caso, Moscatiello è un ragazzo valido che con l'esperienza riuscirà a far valere al meglio le sue qualità.


Tags: , ,

feb 14 2011

Giacobbe Fragomeni , mondiale contro Huck in aprile

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 21:27

La notizia è clamorosa e molto  interessante per il nostro Giacobbe Fragomeni L'autorevole  Bild stamattina pubblica la notizia che  il campione  dei pesi massimi-leggeri  Wbo, Marco Huck, difenderà la cintura iridata contro Fragomeni, il 2 Aprile sul ring della Westfalen, ad Halle. L'Opi2000 lavorava alacremente da tempo al progetto ed è riuscita a procurare questa ulteriore possibilità al gigante della Stadera.
Attualmente Fragomeni(nella foto) é al decimo posto  del  ranking Wbo. La riunione attirerà particolare interesse anche per altri match. Per il titolo UE dei mediomassimi, si dovrebbero affrontare Artur Hein e Francesco Versaci e a questo proposito, Rosanna Conti Cavini non ha ancora sciolto le riserve per il suo pugile, mentre è certa la sfida valida per il titolo UE dei massimi tra Robert Herelius e Yakup Saglam. In tale contesto, per i colori della Sauerland Promotion farà il debutto l’ex-campione d’Europa dei mediomassimi, Thomas Ulrich.

 


Sempre per la Wbo, nel ranking scende di posizione di Andrea Sarritzu, che ora risulta al settimo posto.Per leggere tutte le news 24ore su 24 clicca su boxeringweb.net

 

 

Tags: ,

dic 30 2010

Bruno Frattini la leggenda di un pugile che fece epoca

Category: Boxe ItalianaFlavio Dell'Amore @ 01:22

Vestiva di  una grisaglia grigia leggera  e portava  una sciarpa bianca al collo. Non scelse a caso quel bar. Davanti  al locale,  a poche centinaia di metri dalla marina di Riccione, era passato più volte, sbirciando dentro con sguardi più o meno furtivi. Improvvisamnte si fermò e  decise di entrare  . Aprì   piano, ma con fare deciso,  la porta  di  noce scuro  e vetro colorato  del   “caffè”di Giovanni Cenni e si ritrovò dentro con il borsalino in mano e lo sguardo puntato  verso il soffitto. Quell’uomo aveva un volto  non anonimo: mento  ampio e volitivo, naso pronunciato, fronte ampia, girava  tra le mani con un certo nervosismo il copricapo, ma sorrideva. Anche il  suo sorriso ,osservato attentamente ,avrebbe catalizzato attenzione.  Aveva  una piega  strana , sghemba, quasi fosse lì per sottolineare  un’ espressione  stranita.  Fu  il suo passo lento, quasi polveroso, a  trascinare un corpo ben  scolpito sotto ampie spalle verso il centro del bar dove evidentemente  qualcosa lo attirava . Quel qualcosa  era schiacciato sul soffitto.  Il lampadario era carico di mille luci  e  trasmetteva attorno una luce iridescente, quasi fossile,  fortemente magica. Prese posto in un tavolino  senza mai togliere gli occhi dal  soffitto  ed ordino’ distrattamente una bibita.

Quell’uomo non desiderava bere, aveva per la testa altre idee, altri programmi. Dopo qualche minuto il suo  interesse per il  lampadario era diventato palese. Per lui la forma luminosa, splendeva di una solarità estroversa, racchiusa evidentemente  dentro  un universo a sé stante, a lui contiguo, ma inattingibile e provocante.

Fu allora che l’uomo in grigio tolse da sotto la giacca un revolver. Un distinto avventore  attempato al tavolino di fianco lasciò cadere per lo stupore il  cucchiaio che reggeva, la sua compagna accanto, con cappellino e veletta ,si portò la mano guantata alla bocca ...poi accadde!  Cinque spari, potenti, fragorosi, frantumarono il lampadario in mille pezzi, spegnendone la luce e dando vita ad una nuvola  grigia  di polvere che si impadronì ben presto  del locale. Lui imperturbabile ripose  l’arma in una fondina celata  sotto l’ascella e  si avvicinò a Giovanni che con gli occhi sbarrati lo guardava  stupefatto  e terrorizzato   e con  la massima amabilità gli disse .- Sono Frattini, il pugile. Il suo lampadario era un obiettivo eccezionale,  provocante . Non potevo che spegnere  così quella luce . Mi  sono davvero divertito.  Scusi se  ho provocato danni e sgomento-

Poi il Frattini tolse dalla giacca anche  penna  e blocchetto d’assegni e con una firma a svolazzo consegnò al gestore un cheque . Cenni lesse la cifra e tornò al sorriso. Mentre l’uomo in grigio  era giunto sulla soglia riuscì balbettando a dirgli : -  Arrivederci… non si preoccupi.. penso a tutto io-

E’ un episodio della vita di uno dei più fantastici pugili che il nostro pugilato  abbia mai avuto.Nato a Milano nel 1898 Bruno Frattini per dieci anni  affascinò le folle con il suo talento pugilistico con il suo carattere pirotecnico   scolpito  in una  simpatica follia.Una carriera abbagliante ha  tenuto a braccetto  questo fuoriclasse deceduto a Milano nel 1959  della cui carriera pugilistica   scriveremo brevemente per soffermarci , invece, su  quei ritagli  della sua  vita non meno  eclatanti e stupefacenti   ma forse meno conosciuti. Talento giovanissimo nel 1919 dopo pochi match da professionista era già campione d’Italia dei pesi medi.    Impavido a tal punto da essere chiamato “cuor di Leone”, capace di imporre al match ritmi elevatissimi e  dotato di un   colpo   risolutore  il  famoso manager Carpegna non tarda a riconoscere in lui un fuoriclasse ,cosa che  non mancherà di notare anche Umberto Branchini nel dopoguerra. Campione d’Europa dei pesi medi nel 1924  con la vittoria su Todd sul ring di Milano la carriera  di Bruno  abbaglia in ogni parte del mondo. Nord Africa, Francia, Stati Uniti Australia. Ovunque stupisce con la sua boxe venata da un coraggio e da una grinta di eccezionale livello. Incontra campioni del valore di Bosisio, Jacovacci, La Porte, Max Rosemblum, Renè Davos  oltre al leggendario Ted  Kid Lewis . Il filo conduttore che  ci guida  verso Frattini è  quella sua guasconeria, quel suo guanto di sfida lanciato contro le convenzioni ed  il potere  occulto che già tra gli anni  venti e trenta   opprimeva il pugilato. Frattini è  talmente spettacolare che  gli organizzatori non badano a spese nel suo ingaggio.  

Guadagnò somme incredibili  velocemente e con la stessa intensità le spendeva. Ha posseduto cavalli da corsa, ristoranti, ha partecipato a safari costosissimi ed inimmaginabili . Le auto fuoriserie comprate e lasciate fanno il paio con molte ragazze americane. Un giorno seduto con sussiego  in sella al suo puledro preferito si vede superato e coperto di polvere da una macchina. Frattini prova ad inseguirla senza troppi risultati nonostante il percorso di  campagna.  Ma  l’automobile è veloce e  difficile da raggiungere. Allora cosa fa. Estrae il suo immancabile revolver spara alla gomme  e la blocca sul ciglio della strada. Bruno transita davanti  all’auto   lentamente salutando con la mano  il pilota rapito  insieme dalla preoccupazione e dallo stupore dallo stupore.. poi torna  indietro si scusa.. e lo lascia con un bell’assegno in mano di rimborso.

Negli States un giorno Frattini mentre era in pieno allenamento vede il suo massaggiatore  Schish addormentato con la pipa in bocca.Cosa fece il Bruno???  Smise per un attimo di allenarsi, recuperò la rivoltella e con un colpo preciso mandò in frantumi la pipa e quasi le coronarie del suo collaboratore.A Buenos Aires nel 1926 dopo  l’incontro  vinto ai punti con Ichocea incontra  nel dopo match una donna  accompagnata dai  suoi tre bimbi che veniva a chiedere al gestore del Palazzo dello Sport di poter lavorare e fare le pulizie per  rimediare qualche soldo. La donna era moglie di un pugile deceduto  causa una polmonite. Frattini  venuto a conoscenza del fatto,  la insegui’ per strada mentre .sconsolata .per la risposta negativa tornava a casa e gli regalò metà della borsa.

 

Foto: un ko di Frattini nel 1926

Ovviamente anche sotto al ring le storie su Frattini  non sono etichettate  come “ordinarie” .  In occasione  di uno dei  match più importanti della sua carriera contro il campionissimo inglese  Roland Todd  titolo europeo  dei medi  programmato sui 20 round   a Milano nel  1924 ad un’ora e mezza dal match Frattini ancora non si  era  visto nella sede della riunione.. Carpegna  pensò ad una disgrazia ed a bordo di  una  automobile scortato dalla polizia si precipitò  a casa di Bruno.Cosa era successo??  Nulla.. Frattini si era addormentato beatamente e senza l’iniziativa di  Carpegna  volta a svegliarlo non avrebbe disputato il match. Celebre di Frattini fu il suo comportamento  in occasione del match contro il fortissimo Arnaud.  Il pugile di Milano  sul ring al terzo round si procurò una frattura scomposta al polso della mano sinistra, e poco dopo Arnaud in un colpo d’incontro  seguito ad una scivolato gli fracassò la mascella. Frattini all’angolo non disse nulla… anzi sul ring si teneva  un guantone a sostegno del mento perché aveva paura di  perdere i denti. Tra dolori pazzeschi  “cuor di Leone” riuscì a vincere lo stesso in 12 tempi. Quel che segui’ l’episodio fu ancora, più eclatante.. Curato all’Ospedale di San Claudio  a Bruno fu ingessato la mano sinistra ed applicato un apparecchio che gli manteneva ferma la mascella e lo costringeva ad assumere solo liquidi.Uscito una sera , pur cosi’ conciato, con un amico ed una signorina , e recatosi al famoso Ristorante Grande Italia a Milano cosa capita ?   Una foto di un Ko di Frattini del 1926

Cinque tipi si mettono a fare commenti sull’avvenenza della compagna di Frattini ed iniziano ad allungare le mani. Uno di loro commette , però, un errore clamorososo. Alle rimostranze del Bruno risponde con uno schiaffo . Succede il finimondo…. Quando arriva la polizia  sotto ai tavoli ci sono cinque  individui addormentati  messi ko da un “distinto” signore che faticava  a parlare ma che si fece capire benissimo a gesti.

Sul ring Frattini stava battendo  l’immortale  campione Ted kid Lewis ed al diciassettesimo round era in vantaggio. La sorte aveva   riservato  al milanese,però,  una scivolata. Nel momento in cui  si sbilancia Lewis lo centra con un destro e lo colpisce  alla nuca . Frattini è”groggy “e… dopo poco l’inglese  lo finirà. Il Times pubblicò il commento di Bruno. – Lewis è stato bravo , mi ha colpito  duramente ed io non ho potuto fare nulla- Non un lamento  nessun  rimpianto.-

 

 

Spente le luci del ring Frattini continuò a vivere guardando distrattamente al suo passato, senza  alcun rammarico  riguardo all’enorme fortuna spesa ,senza un lamento. Bruno riuscì ad anestetizzare il dolore del passato e la paura  di un futuro privo di mezzi e al limite della sopravvivenza con la sua dignità. Fu direttore di un dormitorio pubblico con un salario appena decente, e quando giornalisti ed amici lo cercavano per frugare tra le pieghe della sua vita leggendaria a tutti  dispensava  ricordi  e sorrisi con la sua ormai mitica generosità.Se vuoi lggere tutte le news di pugilato 24 ore su 24 clicca su boxeringweb.net 

 

 

Tags: